Una puntata sfortunata in un casinò di Las Vegas, con il suo sfarzo nauseante che ti fa perdere la cognizione del tempo e del luogo. Quegli uomini in frac affiancati da donne belle e sorridenti ma con lo sguardo triste, quel tintinnio di fiches lanciate con una violenza che puzza di speranza e rassegnazione insieme, il suono alienante dei jingle delle slot e poi io in mezzo a tutto questo. Ho puntato e ho perso tutto e sono qui a fissare dal basso l’enorme e costosissimo lampadario che da lassù guarda attento l’intero casinò con i suoi mille occhi di cristallo. Chissà quanta gente ha visto vincere, chissà quanta gente ha visto sprofondare nel rimpianto e quanta ancora ne ha vista rischiare tutto anche se il tutto ormai era niente. Chissà se sarà stanco di tutte queste persone vestite di bugie e sconfitte, chissà cosa ne pensa di tutto il caos che lo circonda…forse non pensa ed è per questo che rimane immobile e silenzioso.
Se per qualche motivo dovesse cadere ci ucciderebbe tutti, peserà più di un paio di tonnellate a giudicare dalla possente catena che lo sostiene, eppure sono certa che se cadesse su di me neanche ne sentirei l’impatto.